cremazione

La cremazione
Normative
Cremazione e Cristianesimo

CREMAZIONE

Cosa succede durante la cremazione?
La cremazione si esegue in appositi forni a riverbero alimentati a gas naturale, oli, propano, ecc, realizzati cioè in modo che i residui del combustibile non si mescolino ai resti del corpo.

Quali temperature si raggiungono?
Ad una fase iniziale di preriscaldamento, introdotto il feretro viene raggiunta una temperatura d’esercizio di circa 900° C; terminato il processo di cremazione segue una fase di raffreddamento per permettere la raccolta delle ceneri.

Quanto dura la cremazione?
In media, ci vogliono circa 2-3 ore per cremare un corpo umano, a seconda dell’impianto.

Ma la salma viene bruciata insieme alla bara?
Si, viene introdotta solo con la bara e  senza la cassa in zinco tipica delle tumulazioni.

Ma allora le ceneri del proprio caro si mescolano con quelle della bara?
No,  la cenere lignea sparisce perché viene sottoposta ad una temperatura doppia rispetto a quella di autocombustione.

Cosa succede alla salma durante il processo?
Inizialmente inizia a bruciare il feretro, per cui la salma non entra in contatto diretto con le fiamme. Il calore intenso trasforma quindi il corpo umano, evapora tutta la percentuale di acqua, brucia la pelle e i capelli, contrae i muscoli, vaporizza i tessuti molli e calcifica le ossa fino a renderle secche e friabili.

Gli impianti crematori sono inquinanti?
No, i gas emessi durante il processo di cremazione sono evacuati attraverso un efficace sistema di scarico opportunamente filtrato in vari stadi a norma di legge e continuamente monitorato. Non c’è odore, perché le emissioni vengono distrutte e il fumo vaporizzato.

E le ceneri?
Una volta ridotta la salma a frammenti ossei friabili, questi vengono raccolti in un vassoio contenitore e lasciati raffreddare. L’operatore poi ispeziona e toglie dalla miscela protesi e similari, mentre le parti metalliche (viti della bara o altro) vengono trattenute mediante un frullatore dotato di sfere magnetiche, trasformando ulteriormente il residuato osseo in una sabbia omogenea più fine dal colore biancastro.

L’apparecchio pacemaker va tolto prima?
Si, trattandosi di un elettrostimolatore cardiaco funzionante a batteria, sotto il calore intenso potrebbe esplodere danneggiando la struttura del forno crematorio.

Si può assistere all’introduzione del feretro?
Dipende dalla struttura crematoria, ve ne sono alcune in cui è visionabile l’introduzione della bara nel forno crematorio tramite video situati in una stanza di raccoglimento, altre in cui non è possibile se non presenziarne all’arrivo la consegna al personale addetto.

Sono richieste bare particolari per la cremazione?
La scelta del cofano funebre da destinare alla cremazione è regolamentata dalla struttura ricevente, ma per la maggiore si utilizzano cofani in legno dolce non verniciati, per limitare al massimo eventuali emissioni inquinanti.

Quanta cenere produce un corpo umano?
La cremazione produce in un individuo adulto circa il 3,5% in ceneri del suo peso corporeo, quindi un cadavere produce circa 3-3,5 kg di ceneri per un volume di circa 4-5 litri. Curiosamente, il peso delle ceneri correla maggiormente con il parametro della statura che non con altri parametri (sesso, età, peso).

Dove vanno collocate poi le ceneri?
Le ceneri raccolte in apposita urna cineraria sigillata a norma di legge, recante all’esterno i dati identificativi del defunto, possono essere:
– tumulate in cimitero in apposite cellette, loculi esistenti, tombe di famiglia;
– conservate in abitazione tramite istanza comunale;
– disperse in natura solo in ristrette zone individuate dal comune competente al momento dell’evento.

Quanto costa la cremazione
La cremazione, così come la tumulazione, non è gratuita, i costi variano a seconda dei regolamenti tariffari approvati dalle singole amministrazioni locali e dalle strutture gestionali dei forni crematori. Inoltre, la dichiarazione del coniuge o dei parenti va presentata in marca da bollo (Euro 16,00), una andrà apposta sull’eventuale richiesta di trasporto e consegna delle ceneri, con eventuali variazioni da comune a comune.

La cremazione di un cittadino straniero
In applicazione delle disposizioni previste dal diritto internazionale privato, nel caso di cittadini stranieri l’autorizzazione alla cremazione deve essere rilasciata sulla base delle norme che regolano la cremazione nell’ordinamento giuridico cui il cadavere era soggetto in vita. Va pertanto acquisita una dichiarazione rilasciata dalle autorità competenti del Paese di appartenenza da cui risultino le norme del diritto applicabili ai fini del rilascio della prescritta autorizzazione alla cremazione.

 CHI E COME FARE PER RICHIEDERE LA CREMAZIONE
La cremazione può essere richiesta:

  • dallo stesso defunto attraverso una specifica volontà espressa in vita con testamento;
  • dal coniuge o dai parenti più prossimi attraverso una specifica volontà che deve risultare da atto scritto (Manifestazione di volontà per la cremazione).
  • attraverso l’adesione ad Associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati: basta compilare i moduli appositi forniti dall’associazione, firmati e datati, sottoscritti dall’associato di proprio pugno o, se questi non sia in grado di scrivere, confermata da due testimoni, dalla quale chiaramente risulti la volontà di essere cremato. La dichiarazione dovrà essere convalidata dal presidente dell’associazione.
  • Al momento delle esequie, è necessario produrre il certificato in carta libera redatto dal medico curante o dal medico necroscopo, con firma autenticata dal coordinatore sanitario, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato.
  • Nel caso di morte improvvisa o sospetta occorre anche il nulla-osta dell’Autorità giudiziaria.
  • La cremazione deve essere autorizzata dal sindaco del comune in cui è avvenuto il decesso (Domanda di autorizzazione alla cremazione).
  • Il defunto con testamento può disporre di disperdere le sue ceneri; ciò può avvenire in aree appositamente destinate all’interno dei cimiteri, in natura (esempio in mare, lago, fiume, bosco) o in aree private all’aperto, con il consenso del proprietario e sotto rigida osservanza delle normative vigenti in materia di dispersione.

La cremazione ed il Cristianesimo in Italia
Nei secoli addietro non tollerata dalla Chiesa Cattolica in quanto il corpo ridotto in cenere si contrapponeva alla Risurrezione, a seguito del Concilio Vaticano II nel 1963 ha disposto che possano avere la sepoltura ecclesiastica anche i propri fedeli che hanno scelto di farsi cremare, a condizione che la loro scelta non derivi della negazione dei dogmi cristiani, da appartenenze a sette, dall’odio verso la religione cattolica o verso la Chiesa.
Nell’aprile del 2002 il prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha annunciato la preparazione di un rito della cremazione. Tuttavia, il Codice di Diritto Canonico sostiene nel canone 1176, che «la Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; e non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana».

La Cei in data 2 marzo 2012 con il “Libro delle esequie” dà il benestare condizionato alla pratica di cremare i defunti: le ceneri, per la Chiesa cattolica, devono essere conservate nei cimiteri e non dispersi in mare o altrove in natura né conservate in casa o in giardino. Il testo approvato dai vescovi è obbligatorio dal 2 novembre 2012.

Invece la maggior parte delle chiese evangeliche e protestanti non solleva alcuna obiezione contro la cremazione. Le Chiese ortodosse, al contrario, la vietano in maniera assoluta, obbligando l’inumazione.

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